Fumetti animati

E’ giunto il momento di pubblicare il mio nuovo fumetto sul mio blog. Ispirato al racconto di Michele Protopapas, vincitore del concorso Lucca Underground Festival Contest 2016, e farci due chiacchiere sopra.

NOTA: click sulle immagini per vederle in massima risoluzione (2-4MB ciascuna).

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Il racconto originale lo trovate sul sito di WordsInFreedom che ha pubblicato per primo il fumetto.

Il fumetto è animato, sì. Non vi dico cosa non ho dovuto fare per arrivare al risultato dato che non ho esperienza di animazione. Per la prima volta usavo le feature di animazione di Clip Studio Paint (programma con cui disegno in digitale) e non avevo idea a quali casini tecnici mi sarei trovato di fronte. Ma andiamo per gradi.

Innanzi tutto non è nulla di magico. Sono delle semplici gif animate di cui l’internet è ormai invaso da tempo. Il formato gif consente di inserire una sequenza di immagini che, con il giusto visualizzatore – come il browser – danno l’effetto dell’animazione.

Come diavolo m’è venuto in mente di fare una cosa del genere? Non è una novità. Avevo visto mesi fa delle incredibili tavole di BouletCorp, autore francese, che aveva inserito degli effetti di luce all’interno di alcune tavole. L’effetto mi aveva molto colpito.

A fine settembre mi consegnano questo racconto da rendere fumetto. Ero in difficoltà perché non riuscivo a trovare un modo per renderlo fumetto. Non riuscivo proprio a sceneggiarlo in nessun modo e il tempo stringeva. Inoltre non potevo contattare l’autore per concordare una versione o chiedere a lui di sceneggiare perché il fumetto andava consegnato all’atto della premiazione come sorpresa. Dunque giunsi alla conclusione che la miglior strada era quella di seguire il racconto e fare una sorta di illustrazione dello stesso. Un mese di tempo con altri impegni presi da terminare.

Però un immagine mi aveva colpito: le pigne degli alberi che si illuminano nella notte. E m’è tornato in mente gli effetti di luce di BouletCorp.

Quindi ho pensato di seguire pedissequamente il fumetto, con la voce narrante, e puntare all’effetto grafico/animato, inserendo, dove necessario, l’effetto “lucciola”. Poi però mi son lasciato prendere la mano ed ho pensato di inserire alcuni semplici elementi animati in ogni vignetta. E mi son dovuto scontrare con una serie di problemi “tecnici”:

  • quanti frame? Ho pensato di fare come i vecchi cartoni per la tv e optare per un 12FPS rispetto un 24FPS per dimezzare il lavoro;
  • quanti secondi? ho deciso per 3 secondi a tavola, ovvero la necessità di produrre 36 disegni per ogni singola animazione presente. Se aprite i file gif con Photoshop vi mostrerà 36 tavole differenti. In realtà non ho disegnato per 36 volte la stessa cosa cambiando posizione a certi elementi ma ho usato apposite feature del programma di disegno che uso che poi ha pensato lui a produrre le 36 tavole e ficcarle dentro un gif debitamente tempificato;
  • come fare? Clip studio Paint è lo strumento di disegno che uso e, dall’ultima versione, ha introdotto la possibilità di fare animazione 2D frame by frame. Non avevo idea di come fare, E’ stata un’avventura (learning on the fly – si dice così?);
  • come ottimizzare la gif? Le prime prove mi generavano file enormi. Ho fatto vari tentativi con varie risoluzioni e FPS con svariati strumenti (ImageMagick in primis). Ho optato per la generazione ottimizzata di gif del programma che è risultata la migliore qualità/peso;
  • che tipo di animazione fare? Ho tentato alcune sequenze con un inizio e una fine (es: un personaggio che entra in scena e fa una cosa) ma veniva troppo brutto perché la sequenza veniva ripetuta all’infinito con un effetto comico/disturbante. Ho capito che, per avere un effetto accettabile e non troppo disturbante, dovevo individuare tante piccole animazioni di dettagli in loop, ovvero cicliche, che non descrivessero tanto l’azione quanto il contesto, come ad esempio il fuoco del camino, facilmente ciclabile, che crea l’atmosfera con i suoi effetti di luce ombra. Mi spiego meglio: in una delle ultime vignette volevo disegnare la sequenza ciclica di un uomo che fugge nel bosco. Non potendo farlo entrare da un lato e uscire dall’altro (sarebbe stato brutto e discontinuo), avevo pensato di tenerlo al centro della scena facendo scorrere, su piani diversi e a velocità diverse (effetto parallasse), gli alberi del bosco (con effetto sfumato di distanza). Due giorni ci ho messo per generare un cacchio di disegno degli alberi da ripetere in loop senza discontinuità (non è facile, vi assicuro) e un animazione di corsa/cammino. Risultato: veniva la nausea a guardarlo. Quindi solo piccole animazioni di dettagli in loop che aiutano a creare e definire l’atmosfera.

Il tutto in soli 15 giorni di tempo durante i quali ho sospeso ogni altra cosa (fumetti per Tom’s Hardware). E’ stata un’impresa.

Poteva essere migliore, lo so. Mano mano che andavo avanti capivo sempre meglio come usare lo strumento e avevo voglia di rifare tutte le animazioni. Le difficoltà tecniche, assieme ai tempi stretti, oltre a non consentirmi di migliorare le animazioni, mi hanno pure costretto a ridurre il numero di tavole dalle originali 7 a 4. Ciò ha reso un po’ confuso tutto il fumetto con troppe didascalie ma, come si dice dalle mie parti, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca (anzi “briaha”), per cui questo è il meglio che sono riuscito a fare, considerando tutto, e di cui sono molto soddisfatto.

Zan zan!

Hang loose.

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