Potature

Il tagliasiepi elettrico è per ragazzi. Gli uomini veri (o i coglioni, dipende dai punti di vista) usano il forbicione per siepi a mano!

A parte gli scherzi è il primo fine settimana, da 9 mesi a questa parte, che posso, finalmente, dedicarmi al mio piccolissimo giardino. Perché Viviane sta per andare in stampa. Perché gli ultimi ritocchi sono stati fatti. Perché la lavorazione del libro è finita.

E’ stata come la gestazione di un figlio: 9 mesi da quel caffè con effepunto(*) a quel tavolino di un bar – “ma perché non facciamo qualche bischerata insieme?” – “io avrei una mezza idea, se vuoi ti mando un breve soggetto…“. Poi un sacco di disegni per trovare la forma giusta dei personaggi (Viviane bionda o mora?), discussioni infinite via whatsapp, altri caffè allo stesso tavolino dello stesso bar, due Lucca comics, un sito web, non so quante pagine social, 15 episodi pubblicati in rete, un editore (Sbam! Libri) e, infine, le 64 tavole del nostro fumetto pronte per sporcare le pagine di un libro.

La soddisfazione è stata tanta. Chissà se con effepunto faremo altro assieme? Dipenderà molto – credo – da come andrà il nostro libro. Mi è piaciuto molto “lavorare” con lui e ritengo che quello che ha scritto per Viviane l’infermiera sia di gran lunga la cosa migliore che abbia fatto sin’ora. Ha uno stile asciutto, secco, gioca sulle parole con battute creative, spiritose e mai banali ed ha un idea molto precisa di cosa vuole ottenere. I testi che ho tradotto in disegni mi hanno fatto ridere davvero molte volte. Un difetto che non ho smesso di rammentargli è l’essere troppo “bonelliano“, troppo rigido. Spesso cambia scena troppo rapidamente. Io ho una visione meno fumettistica – “ciò che accade tra due vignette lo deve immaginare il lettore” mi dice ogni volta effepunto – e più “cinematografica” (figlia della mia passione per l’animazione) per la quale mi piace le sequenze dettagliate, fatte di tante vignette anche simili tra loro. Di  quelle 64 tavole ne avrei fatte almeno il doppio, penso! Ho cercato in tutti i modi di rompere la regola delle 2 tavole a episodio, per raccontare meglio, secondo il mio punto di vista naturalmente, l’ultimo strepitoso atto di Vivivane l’infermiera. Ma non c’è stato verso! Effepunto è stato irremovibile e mi son dovuto arrangiare! Però sono riuscito a convincerlo a usare un formato alla francese, con tavole più ampie, con un numero maggiore di vignette e maggiore libertà nella composizione. Una vittoria!

Abbiamo certamente una stima reciproca – se Filippo non apprezzasse i miei disegni non mi avrebbe proposto né di disegnare Viviane, né tanto meno di diventarne co-autore a tutti gli effetti e io non avrei pronunciato la prima frase davanti a quel caffè – ma anche idee diverse. Ebbene Viviane è il frutto di un compromesso, fatto di un onesto confronto, mai scaduto in litigate o prese di posizione nette (a parte il numero di tavole dell’ultimo episodio!). Ed è stato, devo dire, un gran bel lavorare.

Insomma, se non si fosse capito, questo post è un malcelato ringraziamento a Filippo effepunto Pieri per quest’avventura. Che sia la fine o l’inizio di un sodalizio non importa. Quel che importa è che ci siamo divertiti – condizione sine qua non che ho imposto per il progetto – e che sia nata una nuova, fumettosa, amicizia.

Hang loose.

(*) mi ostino a chiamare Filippo Pieri col nome d’arte, anche se non vuole! 🙂

Foglio bianco

Eccola… l’ultima tavola. L’ultima di Viviane l’infermiera. Affronto di nuovo il panico da foglio bianco – anche se questo è già squadrato. Ogni volta che devo disegnare una tavola non ho mai idea di come verrà. Studio le prospettive, le pose, i primi piani. Cerco di farmi un idea schizzando forme informi nei vari frame. E ogni volta penso che sarà la tavola più schifosa fatta fin’ora. Poi passo al secondo schizzo, quello più dettagliato e piano piano la tavola prende forma. E’ solo dopo aver cominciato a inchiostrare che penso: “però, proprio schifo non fa, magari è pure meglio della precedente”.

Ciò avviene per ogni fottutissima tavola. Quando inizio un fumetto è ancora più tragico. Sono convinto che non arriverò mai alla fine, che butterò tutto prima, che sarà una schifezza. Poi, piano piano, vignetta per vignetta, tavola per tavola, il progetto prende forma e, lentamente, arriva alla tanto agognata ultima tavola.

Ecco, ci siamo, Viviane sta per finire, o per cominciare, dipende dai punti di vista. Dopo questa tavola, la più difficile di tutte, correggeremo, limeremo, aggiusteremo, ma piccole cose. Il grosso è stato fatto ed è stata un’avventura fantastica!

Hang loose.

Ricomincio dall’infermeria

Sono stato in silenzio per un sacco di giorni nel’attesa della notizia del “nostro” nuovo libro Viviane l’infermiera, realizzato con il mio “socio” Filippo Pieri. Lo sapevamo da un pezzo che sarebbe uscito con Sbam Libri, ma abbiamo aspettato l’annuncio ufficiale della casa editrice prima di farne parola pubblicamente. Adesso che ci siamo finalmente tolti questo peso, posso finalmente ricominciare a scrivere cose su questo blog di auto-analisi – perché sì, questo spazio mi serve per sfogare gioie e dolori di un giovane (si fa per dire) fumettista.

Ricomincio dall’infermeria perché dopo la battuta d’arresto della scorsa estate ho avuto un lungo stop. Tutto si è sbloccato una mattina, a un tavolino di un bar, mentre prendevo un caffé con l’amico Filippo che mi ha proposto quest’idea. Idea che ho abbracciato subito perché la trovavo e continuo a trovarla, geniale. Quindi non posso che ringraziarlo per aver riacceso in me l’entusiasmo dopo un periodo nero (fumettisticamente parlando, s’intende). E devo ringraziarlo perché ha condiviso tutto al 100%, anzi al 50% dovrei dire. L’idea ha preso vita, con studi di personaggi, creazione di nuovi, idee, confronti, blog, pagine social, video, interviste. Abbiamo fatto un gran lavoro in questi 6 mesi che ci ha portato a trovare un editore che ci ha accolto.

Che dire?

  • Sono orgoglioso di pubblicare con Sbam!, rivista che seguo da tempo e mai avrei pensato di lavorarci assieme;
  • il libro non è mio al 100% come gli altri da me pubblicati e auto-pubblicati, ma questo non mi pesa perché c’è molta armonia e corrispondenza di vedute con Filippo che è riuscito a rendere, con i miei contributi grafici e non, quest’opera anche mia;
  • il libro è quasi finito, manca veramente poco;
  • gli ultimi 14 episodi inediti che saranno nel libro oltre ai 15 già usciti sul web sono i migliori;
  • è stato ed è faticosissimo, ma divertente.

Spero che questa notizia e il traino mediatico di Sbam! possa contribuire a far conoscere il nostro lavoro. Ormai i blog non li cerca più nessuno, tutto il traffico internet si è spostato su youtube – e purtroppo fare video è faticoso e richiede tempo, che non abbiamo – e sui social, facebook in particolare dove sembra che venga fatto di tutto per nascondere i “non paganti” come noi. Per assurdo riceviamo più riscontri dall’estero – al netto degli evidenti profili fake che ogni tanto si fanno avanti – che in Italia.

Ho vissuto un esperienza strana col mio primo libro “L’evoluzione della specie“. Tutte le persone con cui sono in contatto che l’hanno letto hanno avuto reazioni positive. Anche gente “del mestiere”, anche gente che “ha un nome” (che qui non farò per evidenti motivi). Eppure il libro ha avuto pochissima eco in rete. Periscopio Edizioni, a cui voglio un gran bene perché mi ha dato fiducia tanti anni fa, non ha la forza mediatica di editori più titolati. Senza promozione finisci nel limbo della rete e vieni lentamente dimenticato.

Quindi ci spero tanto, spero che la Viviane possa essere un piccolo volano per farmi/farci conoscere, perché anche Filippo ha fatto un sacco di cose belle e divertenti. Perché al di là del guadagno, che non c’è – dovrei vendere un numero esageratamente grande di copie per poter considerare quest’attività remunerativa, al netto del tempo e degli investimenti fatti – noi artisti (perdonate la presunzione per un attimo) viviamo anche delle reazioni dei lettori. Anche un “like” o una “condivisione” ci aiuta a non demoralizzarci e andare avanti cercando di fare il meglio che possiamo.

E speriamo, un giorno, di vederci a qualche fiera così che possiamo firmarvi la vostra copia di Viviane l’infermiera!

Han loose.

5×1000 2018

uncuoreunmondoSiamo giunti al momento di decidere a chi destinare il 5 x 1000.

Vorrei permettermi di darvi un piccolo consiglio:

l’associazione “Un cuore un mondo” è un associazione seria, fatta da gente vera che aiuta i piccoli affetti da cardiopatie congenite, curati all’ospedale OPA di Massa Carrara, e i loro genitori.

Come? In vari modi:

  • fornendo assistenza ai genitori durante le lunghe degenze dei piccoli in ospedale offrendo sistemazioni gratuite;
  • cercando di alleviare la degenza dei piccoli con supporto diretto;
  • contribuendo alla ricerca con borse di studio;
  • finanziando viaggi della speranza in vari parti del mondo a supporto dei medici dell’OPA;

E molto altro. Posso garantire che è così perché, ahimè, ho toccato con mano e il 5×1000 se lo meritano tutto!

Contribuite nella vostra dichiarazione dei redditi:

  • 5×1000 in dichiarazioni dei redditi

    Codice Fiscale 92010270459 “Associazione un cuore un mondo onlus”

Hang Loose!

cryx (sicuro) powered by Tophost

Con questo post voglio ringraziare pubblicamente il mio provider Tophost. Grazie alla loro politica di prezzi accessibili e a un rapporto qualità/prezzo via via salito negli anni, mi ha consentito di tenere in piedi il mio blog con un servizio assolutamente professionale a un costo irrisorio. Perché il fumetto è, ahimè, solo un hobby per me, non genera introiti e, nella drammatica economia famigliare, non ci sono margini per investimenti.

Perché questo post? Perché negli ultimi giorni i ragazzi di Tophost hanno fatto una cosa che mi ha colpito: anziché aumentare i prezzi dei loro servizi per adeguare i nuovi siti al protocollo https (per non essere marchiati da google chrome come “sito non sicuro”), hanno chiesto ai loro clienti di “aiutare” a far conoscere l’azienda attraverso la condivisione, in cambio di nuove feature e maggiori performance per tutti, senza modificare il prezzo – vedi la pagina ufficiale del progetto: https://www.tophost.it/sfida.

E quindi ho aderito spontaneamente, inserendo nel mio blog il logo “powerd by“: perché l’iniziativa ha un sapore etico, perché mi piace avere a che fare con le persone piuttosto che con le aziende, perché una piccola attività in crescita, o non remunerativa, ha bisogno di aiuto, perché se lo meritano. Quindi consiglio spassionatamente Tophost!

Internet è uno strumento formidabile di auto-promozione per i piccoli, come me. Tutto sommato ai miei lettori chiedo lo stesso: condividete, mettete like, acquistate i miei libri – se potete. Anche se il ricavato è un microscopica roialty, può servire a sostenere l’enorme lavoro che sta dietro la realizzazione di un fumetto. Perché se dall’oggi al domani gira male e mi trovo costretto ad “arrotondare”, non avrò più tempo per disegnare. Se invece questa attività, che premetto essere un divertimento per me, è supportata anche da un modesto introito, il rischio non sussiste. Quindi sposo appieno la politica del “condividiamo tutti assieme” nell’interesse l’uno per gli altri.

Detto questo, per evitare che questo post assuma il tono di un “marchettone” (e non lo è, vi assicuro), vi informo che www.cryx.it adesso è un blog moderno, tutto in https!

Concludo con una piccola cronistoria (tecnica) di cryx su internet:

  • la primissima versione del mio blog, nel 2004, nasce all’interno del sito web del mio allora datore di lavoro, a sua insaputa, dato che sostanzialmente ero io a gestire il sito web. Quando si accorse che avevo “rubato” un pezzo del loro spazio si fece una gran risata – per fortuna – e adesso è uno dei miei migliori fan: compra e si fa firmare ogni mia bischerata. Purtroppo di quel sito si è persa memoria;
  • dopo essere stato “beccato”, nel 2005, acquistai il dominio www.cryx.it e cominciai a pubblicare il mio blog. Il primo sito fu realizzato in un semplicissimo html statico;
  • con il crescere del traffico – allora non c’erano i social e la gente lo visitava il tuo blog! – decisi di passare a un sito dinamico e sperimentai il CMS dblog che, se non ricordo male, era un CMS DB-less (senza DataBase) perché ho sempre guardato con sospetto i DataBase, non mi sono mai piaciuti;

    versione www.cryx.it risalente al 2005

  • successivamente (2011 circa) passai al CMS FlatPress, senpre DB-less e passai tutto sotto Tophost;
  • poco dopo nuovo CMS DB-less: PivotX;
  • e dopo averli provati un po’ tutti – i CMS – nel 2012 approdai a WordPress, capitolando verso un CMS basato su DB.

Inutile dire che ogni migrazione da un sistema all’altro mi è costata lacrime e sangue. Senza contare gli errori tragici come quello capitato durante la registrazione del dominio www.vivianethenurse.com, proprio con Tophost. Succede che all’atto della registrazione del dominio sbaglio a scrivere l’url. Risultato? Ho due domini, simili! Sto aspettando che scada quello sbagliato 😉

Per chi avesse voglia di vedere l’evoluzione del mio blog nel tempo, al netto di “catture” talvolta fallite, può seguire il link WaybackMachine di Archive.orghttps://web.archive.org/web/*/www.cryx.it

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