Genesi di un supereroe in Mobile Suit

Perché ho fatto un fumetto come L’ESPERIMENTO? Perché non ho fatto le solite scenette da informatico frustrato? Perché mi sono lanciato in questa roba forse più grande di me?

Perché sentivo il bisogno di fare qualcosa di diverso, pur restando nelle corde di Tom’s Hardware, che mi pubblica. Odio gli spiegoni per cui mi limiterò a dire che dentro quest’ultimo fumetto c’è un po’ tutto quello che mi piace: dai robottoni agli gli alieni cattivi e invasori, con un sacco di citazioni. Ed il lavoro che sento di più. Forse più di “L’Evoluzione della specie” che è molto autobiografico.

Il finale del fumetto L’ESPERIMENTO

La genesi de L’ESPERIMENTO è stata lunga e complessa. Circa 3 anni fa ho fatto una paio di tavole di test. Una prima puntata “pilota” di un fumetto. Una roba parecchio brutta, imbarazzante direi! Tanto che la redazione, per fortuna, me la bloccò. In questo test compariva il Mobile Suit 500:

Primo test del 500 Mobile Suit

Il centro della storia era proprio questo disegnetto qui. Una Fiat 500 mecha, un po’ transformer, ispirata ai robot retrò di cartoni come “Conan ragazzo del futuro” o “Astro Boy“. Insomma quando i robot avevano le braccia e le gambe fatte a tubo. Da dove mi fosse saltata fuori quest’idea difficile dirlo. In quel periodo realizzai due manifestini per Tom’s Hardware. Il primo citava la famosa 500 di Lupin III, il secondo mostrava un mecha, senza una particolare ragione. Dal match delle due cose penso sia nata l’idea di realizzare questo coso.

Manifesti per Tom’s Hardware

La questione mi aveva preso così tanto che spesi un sacco di tempo a definire il design del coso, lavorando molto pure su modelli 3D per avere riferimenti certi e corretti e studiando i video dei Transformer (che tra l’altro non mi sono mai piaciuti da bambino, tanto meno nei film recenti) per capire una possibile trasformazione che fosse accettabile ma che lasciasse le caratteristiche del cinquino (tipo il muso) ben in evidenza. Il risultato mi piaceva parecchio. Unico problema: non riuscivo a trovare una storia dove infilarcelo, il coso.

Feci varie versioni della storia. Una seria, una demenziale, una da ridere. La migliore versione fatta prima di quella pubblicata, prevedeva come protagonista una bad girl un po’ punk (stile Tank Girl per capirci).  Ogni volta che terminavo un webcomic per Tom’s riprendevo in mano l’idea, riscrivendola. E ogni volta la scartavo.

Realizzai pure un banner per la pagina Facebook di Tom’s (colorato dall’amico MadMac), una sorta di prova generale:

Il banner per la pagina Facebook di Tom’s Hardware

Villain alieno

Poi, lo scorso agosto, durante le vacanze estive, in preda alla più cupa disperazione artistica – ovvero totale mancanza di idee – decisi di sconnettermi per qualche giorno. Non pensare più al prossimo webcomic e dedicandomi ad altro. Avendo con me il blocco per gli schizzi, mi misi a disegnare, cazzeggiando, alieni. Ciò che uscì fuori pensai potesse costituire un insieme di potenziali ottimi villains. E dato che le mazzate se le sarebbero date tra robottoni, un bel mecha alieno-morfo – al pari dei mecha buoni umano-morfi – pieno di tentacoli tubolari sarebbe stato perfetto. Anche perché i tentacoli avrebbero richiamato gli arti tubolari retrò del mio coso, anzi meglio, potevano giustificarne l’esistenza come tecnologia aliena! Bingo! Ero ripartito. In breve tempo feci il design dei villains e buttai giù pure la struttura portante della storia.

Primi sketch dei robottoni alieni

Me, cryx, pilota

Prima della folgorazione, tra le varie idee che mi frullavano in testa c’era pure quella che prevedeva una sana presa per i fondelli dei complottisti. Ce la infilai dentro immaginando un “esperimento”, appunto, condotto dagli alieni sugli umani che giustificasse tutto l’ambaradan del fumetto. Mi  piaceva. C’era il mistero della voce fuori campo iniziale, c’era il rapimento, c’era un po’ di ironia, c’era tutto.

Protagonista? Nessuna bad girl, nessuna roba seria. Mi piace fare bischerate, mi piace il mio personaggio avatar, mi piace fare cose leggere. Per cui me medesimo, cryx (con l’elmetto del militare che ho a casa uguale uguale in soffitta) protagonista e via!

Quindi a settembre, un po’ in ritardo rispetto al solito, partii con la lavorazione. Molte cose non erano ben definite, ma non avevo tempo, le avrei sistemate (come sempre) in corso d’opera. E così è stato. La più importate di tutte: il finale. All’inizio pensavo di terminare con una bella scazzottatona . Poi cominciai a chiedermi: perché gli alieni vogliono il controllo della terra? Perché? Non mi piaceva fare una cosa senza uno straccio di spiegazione. Ci voleva una giustificazione! Elemento non da poco, per la verità. Anche in quel caso folgorazione visiva: i dinosauri con sullo sfondo la cometa che decretò la loro fine. Gli alieni devastavano mondi! E per cosa? Beh, leggetevi il fumetto!

Altra questione spuntata fuori durante la lavorazione è la battaglia corale finale. A un certo punto non sapevo come fare per rendere il mio personaggio scomodo per gli alieni che lo avevano scelto come cavia per il loro esperimento. Lo faccio diventare youtuber, pensai, profeta del pericolo di un’invasione aliena.

L’esperimento che si ritorce contro i suoi creatori insomma. La scusa per far scattare la molla dell’invasione dunque. E pure la scusa per far precipitare l’alieno buono sulla terra e fornire la tecnologia necessaria per fermare il massacro, usando gli stessi mezzi dell’esperimento stesso. In più proprio youtube costituiva il sistema per reclutare, inconsapevolmente, truppe volontarie per combattere l’epica battaglia finale. Tra cui la famiglia – che mi piace un sacco coinvolgere in queste bischerate, per il divertimento delle mie fate guerriere. Tutti i follower potevano imparare dai video di cryx come costruire il proprio Mobile Suit. Tutto (mi) tornava.

E quindi… ecco qua.

Sembra una gran bischerata il mio fumetto vero? Invece è stato ponderato a lungo, molto a lungo e tante cose sono rimaste pure in sospeso. Avrei voluto sviluppare meglio un sacco di punti, ma non volevo neppure far diventare questa cosa infinita. Per cui a un certo punto ho messo una fine e… bon alla prossima.

Hang Loose

p.s. nella pagina del titolo del fumetto, comparsa la prima puntata, c’è un easter egg, ben visibile, dove c’è scritto tutto 😉 ma nessuno se n’è accorto!

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