Avevo già parlato del “mio maestro CHIOD“. Di come questo disegnatore, per la verità non troppo noto alle masse, mi avesse così influenzato tanti anni fa, quando ero ancora una giovane promessa di tante cose.
Non voglio fare l’estroso, il diverso o lo snob citando autori poco conosciuti ai più. Certo che tutti i famosi disegnatori che consapevolmente o inconsapevolmente digerivo leggendo i fumetti sono stai miei maestri. Che se so… Moebius o Jack Kirby, tanto per citare due giganti.
Ma CHIOD mi ha colpito ed affascinato sempre tantissimo per due motivi:
- perché coniugava in un’unica persona le mie due grandi passioni: il surf/windsurf e il disegno (comico);
- perché era/è bravissimo.
Il caso ha voluto che ne ripercorressi le orme molti anni dopo il suo exploit sulle riviste, pubblicando anch’io alcuni fumetti comici sul mondo del surf per windnews. A seguito di ciò ci siamo conosciuti e per me è stato un grande onore.
Oggi Massimo mi ha fatto un bellissimo regalo:
La cosa bella è tanti anni fa acquistai una copia del primo volume a sinistra “Ve lo do io il windsurf“. Mi arrivò autografata con una faccina e un “hang loose cristiano” che custodivo gelosamente. Molto tempo dopo, per alcuni lavori di ristrutturazione, fui costretto a mettere tutti i libri in alcuni scatoloni di cartone in garage per qualche giorno. In quei giorni un fortissimo temporale allagò tutti i box, sotto il livello stradale, e la mia copia del libro andò miseramente rovinata insieme a molti altri libri e fumetti che finirono, ahimè, nel cassonetto della carta.
Ebbene oggi ho colmato il vuoto lasciato da quella sciagura. Non solo… ho anche avuto questo:
Grazie di cuore CHIOD! Hang Loose!

Nonostante tutto resto legato con un sottile filo al mondo del surf. Grazie a Giuseppe Grispello ho avuto il piacere di illustrare un suo breve racconto sull’ultimo numero (il 50) della rivista Svrf Latino.
Purtroppo ho fatto tutto un pò di corsa per vari impegni personali e, soprattutto, orfano del mio vecchio PC, passato a miglior vita, non ho potuto usare Photoshop. Per cui è fatto tutto a “manina”. Non sono soddisfattissimo del risultato, devo dire.


Dapprima una bozza nata in treno che l’autore ha accettato con prudenza. Effettivamente la critica mossa all’anatomia del personaggio era corretta. Mi è dispiaciuto perdere la spontaneità del primo schizzo. Ma su quell’idea, migliorando il disegno, è nato lo schizzo definitivo. Sono molto contento di aver fatto questo lavoro e auguro a Davide di avere successo con questo bellissimo libro.