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cryx (sicuro) powered by Tophost

Con questo post voglio ringraziare pubblicamente il mio provider Tophost. Grazie alla loro politica di prezzi accessibili e a un rapporto qualità/prezzo via via salito negli anni, mi ha consentito di tenere in piedi il mio blog con un servizio assolutamente professionale a un costo irrisorio. Perché il fumetto è, ahimè, solo un hobby per me, non genera introiti e, nella drammatica economia famigliare, non ci sono margini per investimenti.

Perché questo post? Perché negli ultimi giorni i ragazzi di Tophost hanno fatto una cosa che mi ha colpito: anziché aumentare i prezzi dei loro servizi per adeguare i nuovi siti al protocollo https (per non essere marchiati da google chrome come “sito non sicuro”), hanno chiesto ai loro clienti di “aiutare” a far conoscere l’azienda attraverso la condivisione, in cambio di nuove feature e maggiori performance per tutti, senza modificare il prezzo – vedi la pagina ufficiale del progetto: https://www.tophost.it/sfida.

E quindi ho aderito spontaneamente, inserendo nel mio blog il logo “powerd by“: perché l’iniziativa ha un sapore etico, perché mi piace avere a che fare con le persone piuttosto che con le aziende, perché una piccola attività in crescita, o non remunerativa, ha bisogno di aiuto, perché se lo meritano. Quindi consiglio spassionatamente Tophost!

Internet è uno strumento formidabile di auto-promozione per i piccoli, come me. Tutto sommato ai miei lettori chiedo lo stesso: condividete, mettete like, acquistate i miei libri – se potete. Anche se il ricavato è un microscopica roialty, può servire a sostenere l’enorme lavoro che sta dietro la realizzazione di un fumetto. Perché se dall’oggi al domani gira male e mi trovo costretto ad “arrotondare”, non avrò più tempo per disegnare. Se invece questa attività, che premetto essere un divertimento per me, è supportata anche da un modesto introito, il rischio non sussiste. Quindi sposo appieno la politica del “condividiamo tutti assieme” nell’interesse l’uno per gli altri.

Detto questo, per evitare che questo post assuma il tono di un “marchettone” (e non lo è, vi assicuro), vi informo che www.cryx.it adesso è un blog moderno, tutto in https!

Concludo con una piccola cronistoria (tecnica) di cryx su internet:

  • la primissima versione del mio blog, nel 2004, nasce all’interno del sito web del mio allora datore di lavoro, a sua insaputa, dato che sostanzialmente ero io a gestire il sito web. Quando si accorse che avevo “rubato” un pezzo del loro spazio si fece una gran risata – per fortuna – e adesso è uno dei miei migliori fan: compra e si fa firmare ogni mia bischerata. Purtroppo di quel sito si è persa memoria;
  • dopo essere stato “beccato”, nel 2005, acquistai il dominio www.cryx.it e cominciai a pubblicare il mio blog. Il primo sito fu realizzato in un semplicissimo html statico;
  • con il crescere del traffico – allora non c’erano i social e la gente lo visitava il tuo blog! – decisi di passare a un sito dinamico e sperimentai il CMS dblog che, se non ricordo male, era un CMS DB-less (senza DataBase) perché ho sempre guardato con sospetto i DataBase, non mi sono mai piaciuti;

    versione www.cryx.it risalente al 2005

  • successivamente (2011 circa) passai al CMS FlatPress, senpre DB-less e passai tutto sotto Tophost;
  • poco dopo nuovo CMS DB-less: PivotX;
  • e dopo averli provati un po’ tutti – i CMS – nel 2012 approdai a WordPress, capitolando verso un CMS basato su DB.

Inutile dire che ogni migrazione da un sistema all’altro mi è costata lacrime e sangue. Senza contare gli errori tragici come quello capitato durante la registrazione del dominio www.vivianethenurse.com, proprio con Tophost. Succede che all’atto della registrazione del dominio sbaglio a scrivere l’url. Risultato? Ho due domini, simili! Sto aspettando che scada quello sbagliato 😉

Per chi avesse voglia di vedere l’evoluzione del mio blog nel tempo, al netto di “catture” talvolta fallite, può seguire il link WaybackMachine di Archive.orghttps://web.archive.org/web/*/www.cryx.it

Hang Loose

Periodo sabbatico

Stiamo lavorando sodo con Filippo Pieri per concludere tutti gli episodi previsti di Viviane l’Infermiera. Ci stiamo mettendo tutto l’impegno possibile, perché abbiamo grandi progetti. Perché ci crediamo. Perché pensiamo funzioni – anche se qualcuno cerca di bloccarci la pagina segnalandoci a Facebook… valli a capire!

Ci vorrà ancora un po’ di tempo. Poi quando tutte le tavole sarà completate? Non so. Credo che mi prenderò un (breve, spero) periodo sabbatico. Ho bisogno di migliorare la mia tecnica digitale. Ho bisogno di imparare a colorare come si deve e a sfruttare meglio le potenzialità del mezzo. Perché ho delle idee da sviluppare

 

ed ho bisogno di imparare cose nuove, di sperimentare un po’.

Perché non l’ho fatto nel lungo periodo tra la fine di Tom’s Hardware (maggio 2017) e l’inizio di Viviane (novembre 2017)? Perché ero troppo amareggiato per riprendere la matita in mano. Per fortuna che il buon Filippo, con l’infermiera più sexy della storia, è arrivato a salvarmi da quel “buco nero”. Ci facciamo delle gran risate a creare il microcosmo di “Casa Nova”.

Ma per fare tutto quello che vorrei, ci vorrebbero giornate di 48 ore, oppure non aver bisogno di lavorare. Senza contare che ho speso mezze promesse di realizzare cose extra che non ce la faccio a fare e mi sento tremendamente in difetto nei confronti delle persone, ma proprio non riesco. E’ già un mezzo miracolo se tengo il ritmo settimanale di Viviane, che è una cosa importante, e non posso proprio mollare.

Hang loose.

Al netto di…

Al netto della mia passione per l’animazione – vero sogno erotico proibito – il fumetto mi piace assai. Sono cresciuto con Topolino, mia lettura preferita per lunghissimi anni. Avevo anche un sacco di Tex in casa, che leggeva mio nonno. I super eroi sono arrivati più tardi.

Non nascondo che disegnare un’avventura di Paperino non mi dispiacerebbe affatto, anzi, lo considererei la vetta più elevata della mia “carriera” di fumettista. Disegnare supereroi? No, grazie. Invece mi piacerebbe molto fare strisce.

Le strisce umoristiche le ho scoperte tardi, nonostante ciò è stata passione bruciante: Peanuts, BC, Calvin & Hobbes, Lupo Alberto, … e, soprattutto, Sturmtruppen. Le creature di Bonvi le adoravo e credo di aver letto tutti, ma proprio tutti, gli episodi che ha prodotto.

Ho cullato a lungo l’idea, un giorno, di creare una striscia: un piccolo mondo fatto di personaggi fantasiosi, fortemente caratterizzati ma semplici da disegnare. E ne ho abbozzato anche alcune di prova come questi vecchissimi ingenuissimi tentativi:

progetto striscia del custode dello zoo

striscia “dogs”

striscia “non ricordo il nome dei due pesci protagonisti” 🙂

striscia per “WindNews”

Queste sono quelle per le quali ho prodotto un po’ più di materiale, ma ne ho iniziate tantissime, senza riuscire mai a dare continuità. Le strisce sono difficilissime, condensare in pochissimi frame una breve storia, possibilmente divertente, non è da tutti. E infatti me ne sono accorto quando ho avuto la grande occasione di realizzare strisce settimanali per Tom’s Hardware, o almeno questa era l’idea iniziale. Nonostante avessi già pubblicato diverse cose, Tom’s è stato il banco di prova più importante e difficile, che richiedeva una certa continuità e impegno (molto impegno!) con tempi strettissimi. E proprio combattendo su questo campo di battaglia per 5 lunghi anni, senza (quasi) mai perdere un colpo (anzi un sabato), mi sono reso conto che so esprimermi meglio sul fumetto lungo che su quello breve. Insomma, mi sento più a mio agio sul lungo periodo. Ed è stata la prima volta che ho pensato e realizzato storie lunghe (da cui ho tratto 3 libri, di cui 2 auto prodotti e materiali per almeno un quarto).

Però la voglia di fare strisce è sempre lì, in attesa. Chissà.

Hang Loose

Evoluzione di Viviane

Lavoro al 100% in digitale, da anni ormai. Da quando sono riuscito a mettere le mani sulla mia preziosissima Wacom Companion, e da quando ho convertito tutto il mio flusso di lavoro in un flusso completamente digitale, grazie anche a Clip Studio Paint, magnifico programma di disegno per i fumetti. E’ grandioso, velocizza tantissimo, consente di integrare sistemi (uso il 3D, ad esempio, per studiare gli ambienti) e poi unisce la mia passionaccia per il disegno al mestiere (informatico).

Nonostante ciò, per lo studio dei personaggi, i bozzetti iniziali, schemi vignette, story board e altro, continuo a usare matita/china e carta. Nella fase “creativa” è insostituibile. Tengo una serie di quadernetti di appunti su cui scrivo, disegno, scarabocchio e butto giù idee. Il lavoro in digitale è la sintesi di ciò che viene prodotto su carta, il segno ripulito di una serie infinita di bozzetti, spesso brutti, sproporzionati, lasciati a metà. Una volta semplificato e tolto tutto il superfluo (sono della filosofia del “togliere”), chiudo il quaderno e parto in digitale.

Ogni tanto mi diverto a riguardare le pagine che ho dedicato al fumetto e a osservare l’evoluzione dei personaggi dal primissimo impulso fino alla versione finale.

 

Ed ecco qua il primissimo “character sheet” (forse non è il termine giusto ma mi piace) di Viviane l’infermiera. Notate come un paio di personaggi sono rimasti praticamente invariati e come altri siano completamente trasformati. In realtà sono molto più interessanti gli scarabocchi di passaggio tra le varie evoluzioni (questa è una specie di sunto della prima fase di studio, poi abbandonata) ma me li tengo buoni per altro.

Hang Loose