con 38-mila baci…

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tavola della puntata 14

Lo scorso dicembre la puntata numero 14 di “Un giorno da sistemista” ha toccato il mio personale record. Oltre 38-mila contatti diversi. Oltre 38-mila persone hanno visitato la pagina di tom’s hardware e hanno visto le mie due tavole. Ha raggiunto quei numeri perché stata condivisa e citata un sacco di volte sui social ed ha generato un sacco di commenti.

Il mio libro “L’evoluzione della specie”, nonostante buoni feedback sia da parte di lettori che da “gente del mestiere” vende pochino. Troppo poco. Intendiamoci: non ho mai pensato di “guadagnarci” qualcosa, ma almeno rientrare delle spese sì. Perché al netto dell’impegno profuso per realizzarlo (10 mesi +/-) – considerando che per me è un divertimento – sto ancora fuori! Ho dovuto comprare un po’ di copie da portarmi in stand a Lucca Comics – Games 2015 ed è andata com’è andata. Ecco, devo ancora pareggiare l’investimento.

Dice che c’azzeccano ‘ste due cose assieme? Apparentemente nulla. Poi da uno scambio di messaggi con alcuni lettori di tom’s salta fuori la correlazione: “il libro contiene materiale che è già pubblicato su internet, per quale ragione dovrei compralo?”. Dice: “che non c’avevi mai pensato?” – certo che ci avevo pensato. Tant’è che non lo trovate da “sfogliare” sul mio blog o su issuu. Ma in rete c’è, sia sul sito di tom’s sia sul mio blog.

Ma andiamo avanti prima di spiegare cosa lega i due fatti.

Parlavo con un conoscente che ha scoperto il mio libro l’altro giorno.  Ebbene era convinto che guadagnassi chissà quanto. Quando gli ho raccontato delle vendite, di quanto fosse bassa la mia percentuale e di quanto fosse invece alta quella del distributore sul prezzo di copertina si è meravigliato. Intendiamoci, a me è andata bene perché l’editore Periscopio non ha preteso nulla da me (di solito vogliono i soldi per pubblicarti) e l’investimento in copie per Lucca l’ho fatto io, di mia spontanea volontà. E non è stato un buon investimento evidentemente.

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dal fumetto machevolution

Lo stesso discorso vale per il webcomic: laggiù, nella rete, è durissima. La relazione webcomic = soldi è falsa! Anche lì siamo sulle spese: il sito web non si mantiene da solo, il provider va pagato. E gli introiti pubblicitari che muovo sul sito tom’s non sono tali da giustificare la mia presenza. Lo sapevate? Eppure resisto – ringraziando tom’s che ancora mi da fiducia.

Per me fare i fumettini scemi è una passione. Un divertimento. Quindi che ci guadagni o meno, finché ne avrò voglia, li farò per la sola soddisfazione di farli. Però tutto ciò ha un costo: il materiale ad esempio. Su quest’aspetto devo riconoscere che tom’s mi da una grossa mano dato che lavoro in digitale.

Quindi anche se sono convinto che i fumetti, nel mio caso, non siano e non devono essere una fonte di reddito, sono comunque una fonte di spesa. Devi pagare il provider internet – magari prendendone uno migliore che non si pianta ogni tre per due; oppure comprare un pc più potente; oppure una tavoletta grafica più grande; oppure a pagare un corso (che avrei tanto bisogno di una mano sul lato tecnico); oppure acquistare la licenza dei software necessari o i font o quant’altro.

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dal fumetto machevolution

Veniamo al dunque: “perché pubblicare un libro di un webcomic che si trova online?” Perché è un modo per supportare l’autore. Se fai parte di uno di quei 38-mila e ti piace quello che faccio potresti dire: “ma sì dai, gli compro il libro e magari me lo faccio firmare, così lo supporto” come pure “mi è piaciuto quindi vorrei avere tutte le puntate raccolte in un libercolo”. Se il libro vende un po’ magari all’editore gli viene in mente di farne un altro. Se arrivano due lire non mi ci compro il suv – anche se avrei bisogno di una auto nuova davvero!

Ci sono anche modi più economici per supportare un autore – me – e dargli quei due spiccioli che lo spingono a “re-investire”. Ad esempio:

  • click-ando sulle pubblicità che compaiono sul mio blog – ricavo poco ma se solo una piccola % di quei 38-mila visitasse un ads del mio blog ogni settimana riuscirei ad avere un provider migliore;
  • diventando follower della sua pagina facebook o del suo canale twitter – oggi la spinta “social” è fondamentale per scatenare interesse di siti o editori, basterebbe una parte di quei 38-mila per avere una magica spinta;
  • sparando like a raffica – aumenta visibilità e quindi potenzialmente incrementa il punto precedente. Immaginate cosa non potrebbero fare 38-mila like;
  • visitando le pagine di tom’s che mi ospitano e click-ando sulla pubblicità – se le mie cose muovono pubblicità tom’s sarà maggiormente interessato alle mie bischerate e in qualche modo mi spingerà a fare di meglio e di più. 38-mila click sulla pubblicità è un buon argomento no?

coverConcludo dicendo che tutto ciò non è fare la questua: non voglio convincervi a sganciare la pecunia. Vorrei solo far capire alla gente che i fumetti, nel 99% dei casi (l’1% è costituito dai professionisti che lo fanno di lavoro), sono fatti da gente che lo fa per passione e lo continuerà a fare anche se ci rimette e basta – finché ne ha voglia – e non per “fare i soldi”. E internet è un formidabile mezzo di diffusione.

E un lettore può fare molto anche senza spendere per supportare.

E quindi “fare un libro con del materiale che sta già su internet, gratis” ha un senso sì. In questo caso ha un senso.

Ed ha pure un senso comprarlo.

In ogni caso il libro è stato una grande soddisfazione personale e l’avverarsi di un sogno.

Hang loose!

2 Commenti

  1. Caro Cryx,
    innanzitutto complimenti per tutte le tavole che ho letto finora… sebbene non sia sempre riuscito a capire i vari riferimenti informatici, mi ha sempre divertito l’ironia che fai da un punto di vista, secondo me, innovativo… Anzi, devo ammettere di essermi personalmente ritrovato in moltissime delle scenette che hai raffigurato, dalle domande più assurde che vengono poste al sistemista di turno, alle immagini che ti vengono in mente quando chiaccheri con un fan del mondo Mac … (azzeccatissima la rappresentazione dei fan come un nucleo combattente)… Sebbene non possa considerarmi giovane abbastanza da rientrare nella categoria di adolescenti che non ti hanno considerato a Lucca, non sono nemmeno abbastanza grande da aver visto in vendita un Olivetti M24.. insomma sono mediamente grande da poter capire le difficoltà economiche (e logistiche in generale) che stai passando per aver realizzato un sogno personale, come quello di veder pubblicate su carta le tue tavole… Devo ammettere di essermi chiesto anch’io come mai pubblicavi in versione stampata delle tavole già pubblicate da qualche parte su internet… poi (credimi, prima di aver letto questo tuo blog) ho pensato che, anche qualora scoprissi di averle già viste su internet, mi avrebbe fatto piacere tenerne una copia cartacea a casa, da mostrare con fierezza agli amici che condividono almeno un po’ il pallino dell’informatica.. e non in ultimo, ho pensato che “creando domanda” (anche solo per una copia), avrei avuto speranza di vedere altre tavole pubblicate (su carta o su browser, non importa)… Dopo aver letto questo tuo blog, non posso che eseguire, come un batch, le istruzioni da te indicate per convincere chi di dovere a sponsorizzare questa tua attività… e sperare che tu abbia la possibilità di coltivarla comunque come passione personale… assicurando al sottoscritto ancora tante risate, di cui molte – ma diciamolo sottovoce – in orario d’ufficio…
    un grazie e in bocca al lupo

  2. Grazie Jacopo. Per le belle parole che fanno tanto bene all’ego dell’artista 🙂 Sapere che c’è anche una sola persona che apprezza quello che fai è un spinta potentissima, soprattutto per uno “improvvisato” come me: informatico per sbaglio, fumettista per sbaglio … insomma tutto sbagliato! (se continui a seguire il fumetto in corso vedrai)

    Credo proprio che tu abbia capito il senso del mio post. E questo mi fa ulteriore piacere.

    Grazie e continua a seguire me e tom’s 😉

    Se vuoi una copia autografata scrivimi in privato.

    Ciao

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