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Notizie varie

Cryx Network

Da qualche giorno il mio blog è diventato un piccolo “network” e consta di 3 blog:

L’occasione la sopraggiunta scadenza del dominio di Viviane l’infermiera www.vivianethenurse.com, acquistato un anno fa per lanciare il nuovo fumetto pubblicato poi nell’estate 2018. Col mio socio Filippo abbiamo deciso di chiudere il dominio di Viviane perché, di fatto, ha esaurito il suo compito, dato che non sappiamo se il libro avrà un seguito (lo scopriremo solo tra un po’, quando tireremo le somme con Sbam! libri).

Siccome non butto via niente (deformazione professionale informatica, dato che mi occupo di storage e conservazione digitale) ho deciso di trasformare il mio blog in un network di blog dove il mio è il principale. Di fatto sono 3 blog indipendenti, ciascuno col suo stile e contenuto e il numero di blog/siti può potenzialmente crescere ad ogni nuovo progetto.

Centralizzando la struttura è anche più facile la gestione.

Hang loose

Contraddizioni

Nella mia attività fumettistica vivo da sempre una contraddizione interiore che, negli ultimi tempi, è andata acuendosi.

Il cartoonist è sempre stato il mestiere dei miei sogni, ma ho preso strade professionali diverse e, alla soglia del mezzo secolo, sono assolutamente consapevole che il mio sogno non potrà mai avverarsi. Non è un problema, disegnare resta una piacevole passione ed è tanto più soddisfacente quanto più cerco di produrre cose di senso compiuto (fumetti). Oserei dire – perdonate l’ardire – semiprofessionali. Mi piace migliorare, mi piace scoprire novità, mi piace stare nell’ambiente.

In più occasioni (non molte per la verità) ho avuto proposte di lavoro che ho sempre rifuggito. Perché voglio che il disegno resti una passione e non un lavoro. Non voglio barattare la libertà di fare quello che voglio quando e come voglio per pochi spiccioli – non si guadagna un granché con i fumetti!

Allo stesso tempo però, mi piace pubblicare i miei lavori, sia sul web che, soprattutto, su carta e che la gente li legga. E ricavare due spicci dai diritti d’autore non mi fa poi così schifo. Spicci che ho sempre re-investito in materiale per disegnare, nel software, nel web.

Il ricavo è un metro di giudizio del tuo valore perché proporzionale alle copie vendute o a quanto sei conosciuto sul web.

E qui nasce la contraddizione tra un attività che vorrei restasse un piacevole passatempo e la necessità di dare un valore (anche economico) a tutto questo lavoro.

Ultimamente le cose sono andate bene e male. Bene sul piano artistico perché ho fatto cose nuove e mi sono divertito migliorando tecnicamente. Male sul piano economico, inteso come metro di valutazione della diffusione della mia arte. I libri non si vendono. Nemmeno abbassando il prezzo al minimo possibile – azzerando di fatto i diritti. I social senza un investimento economico – che non ci può essere se azzeri i ricavi – non funzionano.

La sensazione è quella di girare a vuoto. Anche quando dietro c’è un editore. Tutto si muove velocissimamente e quando tu non puoi sostenere quella velocità perché non hai il tempo (e l’energia) sufficiente, perdi il passo.

Con questo mesto bilancio chiudo il 2018 e spero che il 2019 sia migliore.

Hang loose

Trilogia della scimmia

Eccomi al mio 5° libro da autore. Il 3° autoprodotto su KDP Amazon. La Trilogia della scimmia raccoglie le tre storie che vedono protagonista, appunto, la scimmia, che sono state pubblicate in passato come fumetti a puntate su Tom’s Hardware – sito web di tecnologia molto noto.

Molto tempo fa, quando ancora ero ancora un surfista praticante, l’espressione avere la scimmia significava avere una voglia impellente di sperperare dei denari per acquistare una nuova tavola o vela o qualsivoglia altro attezzo o accessorio surfistico. L’espressione può essere declinata in qualsiasi contesto. Nel caso di questo libro è legato al desiderio di possedere gadget tecnologici costosi. Molto costosi.

Tre sono le storie che compongono il libro:

Le prime raccontano rispettivamente la voglia e la conseguente delusione di avere un MAC, oggetto del desiderio di molti e strumento feticcio di ogni artista. L’ultima va oltre e racconta la voglia di cinema. Sono tre storie separate ma legate da un filo conduttore tra loro. Anche gli stili sono diversi perché realizzate in tempi diversi.

In particolare la prima (MACheAVVENTURA) è stata a tutti gli effetti il primo tentativo di realizzare una storia lunga invece delle solite vignette autoconclusive. Il suo linguaggio è fortemente orientato verso il web, nata senza gabbie e a scorrimento verticale – motivo per cui sono impazzito per impaginarla – le altre due invece sono in stile fumetto classico.

Senza dubbio sono le tre storie che mi hanno dato più soddisfazione sul web e hanno raccolto le razioni più positive. Forse perché, sebbene ispirate tutte a storie vere – verissime e autobiografiche – sono ricche di invenzioni assurde e assolutamente pazzoidi.

Devo ringraziare l’amico Giuseppe Nieddu, di Comics Views, che ha scritto la bellissima introduzione. Una curiosità a riguardo: Giuseppe mi chiedeva da tempo un mio disegno che io tardavo a realizzare. Mi ha sempre confessato un suo debole per la mia scimmia, così un giorno schizzai velocemente il disegno – ispirato a Tarzan – che poi mi piacque così tanto che decisi di usarlo per farne la copertina di questa raccolta, che progettavo da tempo.

Il libro si trova solo Amazon.it al costo di 14€ per la versione cartacea (103 pagine a colori) e 6€ per la versione kindle (96 pagine a colori)

Non mi resta che augurare a tutti buone feste, nella speranza che vogliate poter considerare questo libro, o uno dei miei altri, come un possibile regalo per Natale!

Hang loose!

Obbiettivi

Non mi sono mai posto degli obbiettivi precisi per la mia “attività” di fumettista. Nonostante abbia disegnato da sempre, circa 14 anni fa, ho cominciato a fare cose pubblicandole su internet e su riviste varie, un po’ a caso.

Ad oggi posso vantare alcuni libri umoristici e varie pubblicazioni, auto-pubblicazioni e collaborazioni. Facendo un bilancio, qualche tempo fa, pensavo: “mi manca di illustrare un libro per bambini, fare una striscia come si deve e realizzare una graphic novel seria, poi passo a fare corti animati”. Dunque, vediamo:

  • il libro per bambini è fatto (l’autore è Simon Matts, io ho curato le illustrazioni)

  • la striscia “The flippies” è in corso (co-auotre, come me, il buon Filippo Pieri che cura i testi)

  • e la graphic novel seria si farà… spero!

Poi mollo i fumetti, che tanto li leggiamo in tre, mi metto a studiare come si deve gli strumenti per l’animazione e ci rivedremo, dopo un po’ di tempo, su youtube.

Hangloose!

Tempo al tempo

Non  mi spaventano le sfide (artistiche). Anzi, mi piace mettermi in gioco e non adagiarmi mai sulle cose che mi riescono bene. Per questo mi lancio in cose che spesso m’incasinano la vita. Tipo questa:

di cui non posso, ovviamente, parlare. Il problema non è lanciarmi (nelle cose), il problema è trovare il tempo per fare (le cose). In questo momento sto portando avanti i “Flippies” con il mio socio Filippo Pieri, progetto a cui crediamo molto. Ho per le mani un soggetto (non mio) mooooolto interessante, che mi sta affascinando e per il quale sto facendo diversi concept design ed è, ovviamente, top secret! E poi quel cosino blu di cui potrò parlare solo più avanti.

Senza contare che ieri (1° Novembre) a Lucca Comics ho incontrato una persona che spero di risentire presto e con la quale spero possa nascere una fitta collaborazione. Lo spero davvero, perché trattasi di animazione e… fremo al pensiero!

Ma dove lo trovo il tempo? Dovrò pure dormire la notte … o no?

Hang loose!