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Notizie varie

viodeofumetto beta

Questa cosa dell’animazione è un pallino fisso. Essendo un attività totalizzante è difficile da conciliare col poco tempo libero e con le scadenze. Il fumetto è più facile. Perciò ho tentato varie volte di unire fumetto e animazione, tanto che ho realizzato una miniserie di pseudo-animazione che è in pubblicazione, come sempre, su Tom’s Hardware.

Avevo anche realizzato tempo addietro i book trailer dei miei libri.

Ma l’origine di tutto è questo video qua, il primo vero esperimento tutto sommato vicino a una versione definitiva. Abbastanza definitiva:

relativo a un idea di un fumetto animato per prendere un po’ per il culo gli youtuber da pubblicare sempre su Tom’s. Tentai pure di coinvolgere alcuni di loro nel progetto, senza successo. E’ stato in assoluto il mio primo tentativo di utilizzare un software e di applicare un workflow per ottenere “qualcosa“. Questo video fu bocciato (da me per primo) perché non soddisfaceva le (mie) aspettative. Manca una colonna sonora, mancano le voci – tentai di doppiare i personaggi con la mia vociaccia e uscì fuori una cosa imbarazzante – è pieno di imprecisioni e la lettura delle vignette a volo d’uccello fa venire il mal di mare!

A distanza di un paio di anni l’ho ritrovato nascosto nel mio canale youtube e ho deciso di condividerlo. Al netto di tutti i difetti ed errori disseminati, trovo sia un esperimento interessante.

Hang loose

Pensieri sparsi…

Siamo praticamente in estate. Pensieri sparsi:

  • ho da poco terminato il nuovo lavoro per Tom’s Hardware che verrà pubblicato a partire dal 17 giugno fino alla fine di luglio, poi stop per il mese di agosto;
  • il nuovo lavoro per Tom’s è una sorta di alleggerimento. Evasione. Non sto cercando di mettere le mani avanti, mi capita spesso che i lavori che ritengo “meno importanti” abbiano un successo superiore a quelli che invece penso siano “importanti”. Misteri;
  • col nuovo libro ho superato dell’80% le vendite del primo sulla piattaforma Amazon in soli due mesi. Altro mistero;
  • non fate “ooohhhh!“, il trend è positivo (+80%) ma i numeri restano miserrimi;
  • delle vendite effettuate del nuovo libro il 75% è cartaceo (peccato perché dal cartaceo non ci ricavo quasi niente, dall’ebook un poco di più);
  • nonostante mi sia preso un po’ di relax dagli impegni e scadenze, sto già buttando giù le idee per il nuovo fumetto – lungo – che partirà, se tutto va bene, a settembre;
  • a proposito di nuovo fumetto vorrei andare su un classico b/n stavolta, senza effetti digitali, un ritorno a “L’evoluzione della specie” insomma;
  • sto leggendo infatti un sacco di fumetti, a causa della mia rubrichetta su T0m’s del sabato e mi sta prendendo bene leggendo tutte le opere stile underground che incontro;
  • sempre a proposito di nuovo fumetto, i miei buoni propositi (intreccio di parole) mi dicono di: scrivere la sceneggiatura, fare la sotry board e poi fare il fumetto. Sono consapevole che, come al solito, non sarà così.

Hang loose

Genesi di un supereroe in Mobile Suit

Perché ho fatto un fumetto come L’ESPERIMENTO? Perché non ho fatto le solite scenette da informatico frustrato? Perché mi sono lanciato in questa roba forse più grande di me?

Perché sentivo il bisogno di fare qualcosa di diverso, pur restando nelle corde di Tom’s Hardware, che mi pubblica. Odio gli spiegoni per cui mi limiterò a dire che dentro quest’ultimo fumetto c’è un po’ tutto quello che mi piace: dai robottoni agli gli alieni cattivi e invasori, con un sacco di citazioni. Ed il lavoro che sento di più. Forse più di “L’Evoluzione della specie” che è molto autobiografico.

Il finale del fumetto L’ESPERIMENTO

La genesi de L’ESPERIMENTO è stata lunga e complessa. Circa 3 anni fa ho fatto una paio di tavole di test. Una prima puntata “pilota” di un fumetto. Una roba parecchio brutta, imbarazzante direi! Tanto che la redazione, per fortuna, me la bloccò. In questo test compariva il Mobile Suit 500:

Primo test del 500 Mobile Suit

Il centro della storia era proprio questo disegnetto qui. Una Fiat 500 mecha, un po’ transformer, ispirata ai robot retrò di cartoni come “Conan ragazzo del futuro” o “Astro Boy“. Insomma quando i robot avevano le braccia e le gambe fatte a tubo. Da dove mi fosse saltata fuori quest’idea difficile dirlo. In quel periodo realizzai due manifestini per Tom’s Hardware. Il primo citava la famosa 500 di Lupin III, il secondo mostrava un mecha, senza una particolare ragione. Dal match delle due cose penso sia nata l’idea di realizzare questo coso.

Manifesti per Tom’s Hardware

La questione mi aveva preso così tanto che spesi un sacco di tempo a definire il design del coso, lavorando molto pure su modelli 3D per avere riferimenti certi e corretti e studiando i video dei Transformer (che tra l’altro non mi sono mai piaciuti da bambino, tanto meno nei film recenti) per capire una possibile trasformazione che fosse accettabile ma che lasciasse le caratteristiche del cinquino (tipo il muso) ben in evidenza. Il risultato mi piaceva parecchio. Unico problema: non riuscivo a trovare una storia dove infilarcelo, il coso.

Feci varie versioni della storia. Una seria, una demenziale, una da ridere. La migliore versione fatta prima di quella pubblicata, prevedeva come protagonista una bad girl un po’ punk (stile Tank Girl per capirci).  Ogni volta che terminavo un webcomic per Tom’s riprendevo in mano l’idea, riscrivendola. E ogni volta la scartavo.

Realizzai pure un banner per la pagina Facebook di Tom’s (colorato dall’amico MadMac), una sorta di prova generale:

Il banner per la pagina Facebook di Tom’s Hardware

Villain alieno

Poi, lo scorso agosto, durante le vacanze estive, in preda alla più cupa disperazione artistica – ovvero totale mancanza di idee – decisi di sconnettermi per qualche giorno. Non pensare più al prossimo webcomic e dedicandomi ad altro. Avendo con me il blocco per gli schizzi, mi misi a disegnare, cazzeggiando, alieni. Ciò che uscì fuori pensai potesse costituire un insieme di potenziali ottimi villains. E dato che le mazzate se le sarebbero date tra robottoni, un bel mecha alieno-morfo – al pari dei mecha buoni umano-morfi – pieno di tentacoli tubolari sarebbe stato perfetto. Anche perché i tentacoli avrebbero richiamato gli arti tubolari retrò del mio coso, anzi meglio, potevano giustificarne l’esistenza come tecnologia aliena! Bingo! Ero ripartito. In breve tempo feci il design dei villains e buttai giù pure la struttura portante della storia.

Primi sketch dei robottoni alieni

Me, cryx, pilota

Prima della folgorazione, tra le varie idee che mi frullavano in testa c’era pure quella che prevedeva una sana presa per i fondelli dei complottisti. Ce la infilai dentro immaginando un “esperimento”, appunto, condotto dagli alieni sugli umani che giustificasse tutto l’ambaradan del fumetto. Mi  piaceva. C’era il mistero della voce fuori campo iniziale, c’era il rapimento, c’era un po’ di ironia, c’era tutto.

Protagonista? Nessuna bad girl, nessuna roba seria. Mi piace fare bischerate, mi piace il mio personaggio avatar, mi piace fare cose leggere. Per cui me medesimo, cryx (con l’elmetto del militare che ho a casa uguale uguale in soffitta) protagonista e via!

Quindi a settembre, un po’ in ritardo rispetto al solito, partii con la lavorazione. Molte cose non erano ben definite, ma non avevo tempo, le avrei sistemate (come sempre) in corso d’opera. E così è stato. La più importate di tutte: il finale. All’inizio pensavo di terminare con una bella scazzottatona . Poi cominciai a chiedermi: perché gli alieni vogliono il controllo della terra? Perché? Non mi piaceva fare una cosa senza uno straccio di spiegazione. Ci voleva una giustificazione! Elemento non da poco, per la verità. Anche in quel caso folgorazione visiva: i dinosauri con sullo sfondo la cometa che decretò la loro fine. Gli alieni devastavano mondi! E per cosa? Beh, leggetevi il fumetto!

Altra questione spuntata fuori durante la lavorazione è la battaglia corale finale. A un certo punto non sapevo come fare per rendere il mio personaggio scomodo per gli alieni che lo avevano scelto come cavia per il loro esperimento. Lo faccio diventare youtuber, pensai, profeta del pericolo di un’invasione aliena.

L’esperimento che si ritorce contro i suoi creatori insomma. La scusa per far scattare la molla dell’invasione dunque. E pure la scusa per far precipitare l’alieno buono sulla terra e fornire la tecnologia necessaria per fermare il massacro, usando gli stessi mezzi dell’esperimento stesso. In più proprio youtube costituiva il sistema per reclutare, inconsapevolmente, truppe volontarie per combattere l’epica battaglia finale. Tra cui la famiglia – che mi piace un sacco coinvolgere in queste bischerate, per il divertimento delle mie fate guerriere. Tutti i follower potevano imparare dai video di cryx come costruire il proprio Mobile Suit. Tutto (mi) tornava.

E quindi… ecco qua.

Sembra una gran bischerata il mio fumetto vero? Invece è stato ponderato a lungo, molto a lungo e tante cose sono rimaste pure in sospeso. Avrei voluto sviluppare meglio un sacco di punti, ma non volevo neppure far diventare questa cosa infinita. Per cui a un certo punto ho messo una fine e… bon alla prossima.

Hang Loose

p.s. nella pagina del titolo del fumetto, comparsa la prima puntata, c’è un easter egg, ben visibile, dove c’è scritto tutto 😉 ma nessuno se n’è accorto!

Commissions

Parere non richiesto sulle commissioni. Dicesi “commissione” quando qualcuno ti paga per un disegno, vignetta, fumetto, etc etc.

Non faccio commissioni. Mai. No, non è proprio vero. Diciamo che Tom’s Hardware mi è ha commissionato la realizzazione di vignette/fumetti (possibilmente) divertenti sul tema tecnologia. Non è proprio così, in realtà. Diciamo che è stata una cosa nata un po’ per scherzo e un po’ per sbaglio. Di fatto, però, realizzo per loro delle storie che seguono un argomento e alcune direttive redazionali, ma ho ampia libertà. Ovvero: disegno quello che mi pare e, soprattutto, quello che mi piace senza necessariamente seguire le richieste del pubblico né, tanto meno, quelle della redazione per somma incazzatura del buon Dario 🙂

E’ una distinzione sottile, direte voi. No! Per me è fondamentale. Per me una commissione è qualcuno che mi dice: “disegnami RainbowDash!”, io rispondo “voglio un bacio con lo schiocco”, lei risponde “ok” – tipica commissione da parte delle mie figlie :-). Dunque tu realizzi un disegno su diretta indicazione di qualcuno che ti paga per farlo. Ecco, questa cosa qua proprio non riesco a farla. Anzi: non la concepisco proprio.

Ognuno è libero di pensare e fare come gli pare. Io la trovo una sorta di “prostituzione artistica”. Vedo un sacco di gente bravissima, ma brava brava brava davvero, fare commissioni su internet per pochi spicci. Detta così è un po’ brutale, perché ci sarebbero un sacco di considerazioni da fare, tra cui la difficoltà di sopravvivere facendo disegni per cui devi arrangiarti in qualche modo. Però nel mio mondo ideale sogno che la gente paghi per vedere quello che fai tu, non quello che la gente vorrebbe tu facessi. E soffro ogni volta che vedo un bravissimo artista pubblicare il proprio listino.

Esulano da questo discorso, naturalmente le collaborazioni artistiche. Come realizzare un fumetto su una sceneggiatura, lavorare con un editore… insomma le cose “importanti” che possono in qualche modo rientrare nella categoria “commissioni”. Ho fatto pochissime cose non mie:

il primo e il terzo sono una sorta di “performance” su storie non mie da interpretare, ma senza indicazioni dell’autore. Il secondo è stata invece la voglia di tentare una cosa da disegnatore vero: disegnare su una sceneggiatura dettagliata scritta da un autore di fumetti vero.

Un eccezione, ma non pagata. Perché mi andava.

Dunque: dal basso della mia condizione di “autore di fumetti per sbaglio” e confortato dal fatto che posso sopravvivere senza disegnare dico no! Non faccio commissioni. Non faccio caricature, non faccio disegnetti per matrimoni, lauree o robe simili. Non ne sono davvero capace. Per me il disegno e le cose che faccio sono il risultato di una strada sofferta, fatta di disegni e ri-disegni, cancellature e fogli di carta appallottolati. Per arrivare al design di me fumetto ci ho messo anni e sono in continua evoluzione. Non sono un “performer” (come dicevo qui tempo fa), non riesco a tradurre in poco tempo l’idea di qualcun’altro, non riesco a fare cose divertenti su persone che non conosco, vado in crisi perfino quando faccio le dediche (poche) sui miei libri.

Quindi se ci provate, riceverete un rifiuto. Rifiuto frutto di incapacità e convinzione. E rispondo così a tutti: amici, parenti e sconosciuti.

Però sono aperto a collaborazioni interessanti, produttive e super-fighe! E mi sciolgo di fronte a “un bacio con lo schiocco” 🙂

Hang loose.

Il coltellino svizzero per le immagini #2

Scopo di questo post è condividere alcuni script che ho creato per manipolare immagini per “artisti”.

Avevo già parlato di ImageMagick qui:

Il coltellino svizzero delle immagini #1

vi consiglio di andare a leggerlo prima di andare avanti. Farò comunque un brevissimo riassunto:

  1. installare ImageMagick scaricando qui il pacchetto
    https://www.imagemagick.org/download/binaries/ImageMagick-7.0.5-7-Q16-x64-dll.exe

    e installate come un qualsiasi programma windows. Le opzioni di default per adesso vanno bene;

  2. se volete usare ImageMagick per produrre PDF scaricate e installate pure questo:
    https://ghostscript.com/download/gsdnld.html

E cominciamo con uno script facile facile per capire le potenzialità del mezzo:

Conversione in PDF con un click

Con Notepad di windows scrivete un file che contiene le seguenti righe di codice:

echo off
set /p f=Output file name (without extension):%=%
convert %* %f%.pdf
pause

e salvatelo con nome:

convert-pdf.bat

o il nome che più vi aggrada con estensione .bat in (abilitate la vista dei file e cartelle nascoste per trovare AppData):

C:\Users\nome-utente\AppData\Roaming\Microsoft\Windows\SendTo

dove nome-utente è il nome del vostro user windows. Per vedere dove finisce il vostro file basta pigiare i tasti Windows + R e digitare shell:sendto. In pratica è la cartella di sistema dove ci sono i programmi, i link o gli script che compaiono nella voce di menù contestuale “invia a” quando fate click col tasto destro su un file.

Adesso avete la possibilità, selezionando uno o più file, di convertirli in un unico PDF usando il testo destro “invia a”/convert-pdf.bat.

Attenzione! Se volete convertire una serie di immagini (tavole di un fumetto) in un PDF dovete selezionare i file in sequenza (nella stessa sequenza con la quale compariranno nel PDF per capirci) secondo le regole di selezione di windows (usando il tasto SHIFT o CTRL) e, badate bene, fate click col tasto destro sul file corrispondete alla prima pagina, scegliete “invia a”/convert-pdf.bat e via.

Es: se i vostri file sono

pag-001,png
pag-002.png
pag-003.png
...
pag-023.png

selezionateli tutti per esempio facendo click sul primo pag-001.png, click sull’ultimo tenendo premuto il tasto SHIFT e, un volta evidenziati (= selezionati) fate click col tasto destro sul primo, ovvero pag-001.png, “invia a”/convert-pdf.bat. Fatto.

Se non fate click col destro sul primo file ma su uno a caso (provate per vedere cosa succede), windows per uno strano motivo che conosce solo lui, lo eleggerà a primo file e tutti gli altri in fila dietro. Misteri di windows. Se fate come dico io tutto funzionerà a dovere.

Altri script nelle prossime puntate.

Hang loose