Just DO it!

Ieri sera ho speso oltre due ore a disegnare un braccio. La vignetta l’avevo preparata la sera prima. Ieri la guardo e la riguardo… hhhmmm… no! Il braccio proprio non va! Alla fine ero stanco e volevo andare a dormire ma il braccio ancora non andava bene. Ho scorso non so quante foto alla ricerca di una reference. Alla fine ho ceduto e l’ho lasciato così, al meglio di ciò che potevo fare.

Non posso mostravi la vignetta, naturalmente, troppe rivelazioni altrimenti! Ma non è questo il punto. Il punto è che ho riflettuto sull’accaduto. Fosse per me rifarei le cose mille volte e forse non basterebbe. L’ultimo fumetto, L’ESPERIMENTO, mi sta piacendo parecchio. Voglio dire: come sta evolvendo verso la fine, come stanno uscendo i disegni, gli effetti. Proprio per questo mi verrebbe voglia di tornare indietro e riscriverlo tutto, meglio. Ridisegnarlo tutto, meglio. E così quasi tutte le cose che ho fatto. Non parliamo del libro L’evoluzione della specie, per carità!

E quindi? E quindi se mi lasciassi trasportare dalle mie insicurezze non finirei nulla e non avrei mai fatto uscire nemmeno una tavola di “Epic Fail” (rinominata Tom’s Comics), la mia serie web-comic su Tom’s Hardware. La serie di fumetti che conta ormai oltre 400 tavole realizzate, 6 fumetti completi di cui uno diventato libro. Il mio “Lavoro” più bello e completo.

Quindi “just do it!“. A un certo punto bisogna rompere gli indugi e “farlo”. Come viene, al meglio delle possibilità di quel momento, ma farlo. Certamente tra qualche mese ne sarai insoddisfatto, ma bisogna farlo. Ora!

Quindi il mio nuovo fumetto non sarà perfetto, non sarà un capolavoro (oh sì che lo è porca miseria, vederete se non lo è!) ma è frutto di un “urgenza”, dell’istinto che ti dice “ora! ora o mai più!”. Troppo tempo a pensarci e ripensarci, ora è il momento.

E quindi “just do it!“: arriva un momento in cui bisogna fare, non procrastinare, altrimenti si perde di spontaneità!

E prima del mio consueto saluto vi lascio al re dei motivatori:

Just Do It!” … ah, no, scusate… Hang Loose

W la France!

Esattamente 20 anni fa – Dio come sono invecchiato – salivo su un treno che mi avrebbe portato a Bordeaux. L’ho raccontato nel mio libro L’evoluzione della specie, anche se molto superficialmente.

Ero un giovane dottorando dalle poche speranze, che azzardava l’impossibile con una borsa di studio raccattata al volo, nel disperato tentativo di salvare il sogno di diventare un ricercatore. Non sapevo bene cosa sarei andato a fare. Non sapevo neppure una parola di Francese, fatta eccezione per “oui je suis catherine deneuve“. Devo dire che avevo pure degli stupidi preconcetti sui Francesi, la gran parte dei quali sono stati sfatati da un anno di vita oltralpe.

E’ stata un esperienza di lavoro e di vita esaltante, forse la prima vera prova a cui mi sono sottoposto, senza aiuto, senza appoggi: potevo contare solo sulle mie forze.

E ho aperto gli occhi su tante cose, soprattutto su me stesso. Mi sono divertito da matti, ho pure lavorato sodo (non si direbbe dagli orari di ingresso in laboratorio) portando a casa un risultato che mi fece guadagnare il rispetto della prof che mi seguiva.

Ho un solo rimpianto: non aver avuto il coraggio di restare là. Non so spiegare il perché, la ragione (o forse la scusa) era terminare gli studi e prendermi il mio titolo in Italia. Il tentativo di terminare il dottorato a Bordeaux naufragò drammaticamente di fronte al livore del mio prof italiano (il gran bastardo), fui costretto a ingoiare il rospo e fare la tesi con lui, ahimè. In realtà poi, tornato in Italia, mi trovai infognato in una serie di cose che ritardarono il ritorno in Francia. E rimanda, rimanda…

Al di là dell’aspetto professionale quell’esperienza è stata lo spartiacque tra la vita cazzona da studente e quella adulta (anche se, in fondo, son rimasto sempre un gran cazzone). E, soprattutto, il felice inizio di “tutto

i cui frutti sono la cosa più importante sia mai riuscito a realizzare in vita mia

Hang loose.

Bilanci e (buoni?) propositi

Terminato l’anno, in preda a decine e decine di “finestre” e “tubi” da disegnare, è tempo di bilanci fumettistici e nuovi propositi.

Cominciamo dai bilanci negativi:

  • il libro L’Evoluzione della specie è andato male. Molto male. Pubblicato sul finire del 2015, nel 2016 non ha venduto. Ma non sarebbe quello il problema, è rimasto nascosto, nessuna promozione, non se n’è parlato affatto, salvo qualche recensione. E questo mi dispiace molto, doveva essere una sorta di mio “biglietto da visita” per farmi conoscere all’universo mondo del fumetto. Tant pis pour moi.
  • le statistiche di accesso al mio web-comic Epic Fail, recentemente rinominato Tom’s comics, sono in calo. Continuo calo. La colpa è principalmente mia perché il web-comic a puntate male si adatta al tipo di lettore che nelle pagine di Tom’s cerca di più la vignetta autoconclusiva. Ma sono un testone e continuo a insistere con i fumetti a puntate. Anche perché con le vignette faccio un po’ schifo. Un po’ la colpa è dei lettori: nel senso che si stanno spostando tutti verso i video. Come dicevo in un post precedente, quasi la metà del fatturato di Tom’s deriva da youtube e annessi e connessi!
  • il fumetto di primavera, Il lato oscuro della scimmia, poteva essere migliore, l’idea non era male, l’ho un po’ tirato via. Me ne pento un pochino.

Andiamo invece a quello positivo (uno solo):

  • finalmente sono riuscito a mettere giù un’idea che accarezzo da tempo. Ovvero il cuore del fumetto in pubblicazione L’ESPERIMENTO. Proprio in questi giorni sto disegnando tavole su tavole (24 tavole = 12 puntate! che usciranno in altrettanti prossimi sabati), sperimentando cose nuove. Devo dire che sono molto contento del risultato perché, non sarà un capolavoro, ma costituisce un (piccolo) salto in avanti della mia tecnica. Vedrete, spero.

Propositi:

  • terminare L’ESPERIMENTO col botto!
  • pensare al nuovo fumetto, o i nuovi fumetti. Ho diverse idee tutte incomplete.

Ma soprattutto:

  • sto pensando di auto-pubblicarmi. Ci sono varie forme: ebook e/o cartaceo, con zero spese di avvio. Unico neo: vendita solo su librerie elettroniche (Amazon in primis). Perché potete metterla come vi pare, ma il sogno di ogni fumettista è vedere la propria opera su carta.

Per cui stay in touch che forse un paio di “raccolte” vedranno la luce.

Hang loose