Tempo di bilanci

Lo scorso anno usciva il mio libro

L’evoluzione della specie
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Tempo di bilanci: abbiamo venduto poco, molto poco. E’ pur vero che non abbiamo fatto alcuna promozione (a parte il mio blog, il banner fisso sulle pagine di Tom’s Hardware dedicate al mio webcomics settimanale, il sito dell’editore e le relative pagine FB e Twitter).

Per tirarmi su allora ho pensato che dal gennaio 2014 ad oggi – quasi tre anni tondi – ho pensato, scritto (escluso Dwayne) e realizzato ben 6 (7 con quello in lavorazione) fumetti completi (clik to read):

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che non è poco considerando che il più breve (Dwayne) è lungo 10 tavole e il più lungo (L’evoluzione della specie) ben 120 (l’unico in bianco e nero)! E bisogna pure tener conto che sono prodotti avanza tempo, la sera dopo cena e il sabato e la domenica (quando posso oppure quando piove).

Adesso che mi sono tirato un po’ su di morale, forse sabato prossimo faccio uscire la prima puntata del prossimo fumetto il settimo di questo triennio!

Hang loose.

OT: l’impeto e la passione

Per motivi legati alle mie produzioni fumettare degli ultimi anni (4 anni con Tom’s Hardware) ho parlato spesso della mia professione vera: informatico o, come la definisco nelle mie bischerate sistemista. E proprio in questi giorni post-vacanze facevo queste considerazioni tra me e me.

In passato, come informatico, più in particolare programmatore, ho fatto anche delle cose pregevoli che mi hanno entusiasmato e dato anche soddisfazione (mai economica) come SailPalm:

sailpalmlogo

il primo (e forse unico) sofware cartografico di navigazione GPS (bluetooth compreso) per palmari PalmOS. A quei tempi l’iPhone era molto lontano, il NOKIA imperversava e la cartografia di Google Maps era ancora utopia. Questa “cosina” (di cui vado molto orgoglioso) mi ha regalato varie citazioni in riviste internazionali di settore, un crack (cioè qualcuno si dette pena di crakkare il software) e una proposta di lavoro di una software house americana. E’ stata la “mia creatura”: realizzata al 100%, filiera completa, sito web e e-commerce compreso. Ovviamente non vi è più traccia in rete. Si trova solo sulla wayback machine di Internet archive.

All’epoca mi divertivo parecchio. Le sfide tecniche e tecnologiche le affrontavo con passione e entusiasmo in un misto di ricerca e pazzia. Poi, piano piano, questo lavoro è diventato burocràzia (va pronunciato con accento bolscevico, rende maggiormente l’idea) e adesso mi trovo sempre meno a occuparmi di tecnica e sempre di più di carta. Fogli su fogli: AVCP, linee guida, mercati elettronici, circolari, normative etc etc… BLEAH! (vomito).

Non mi piace più.

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Ecco perché lo slancio, l’impeto, il fuoco si è spostata verso il disegno, antica passione. L’informatica mi ha tradito, non mi da più nessuna soddisfazione. E’ solo un lavoro.

Hang loose.

 

La reprise

La reprise è dura, molto dura. L’estate non ha portato consiglio. Dopo la fine del “Lato oscuro della scimmia” mi sono dibattuto tra varie idee, tutte malsane.

Poi ho fatto altro. Non ho pensato al nuovo fumetto per Tom’s Hardware. Ho fatto vacanza. Ho cercato di distrarmi insomma, nella speranza di una folgorazione.

Nessuna folgorazione. Proprio durante le vacanze però, una delle idee malsane ha ripreso vigore, anche perché, sinceramente, non avevo altro a cui attaccarmi. Un progetto pretensioso. Sopra le righe.  Audace. Ovvero: una cagata pazzesca (cit.)!

E quindi sono partito, in ritardissimo. Colpevolissimo ritardissimo. Ma tant’è: ecco la prima vignetta dell’incipit del nuovo fumetto per Tom’s.

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Nota: questo post ha lo scopo di auto-convincermi che va tutto bene. “Dai sì!” “Vai! Pubblicalo”… speriamo bene!

Nota 2: ci sono eh! In ritardo ma ci sono!

Nota 3: dato il colpevolissimo ritardissimo ci vorrà un po’ di pazienza per vedere il resto.

Hang Loose

CH o non CH?

Sono diverse settimane che non pubblico nulla e non mi piace dover tornare con un argomento scomodo. Oggi è uscita una vignetta feroce, disturbante, scorretta ma efficace. La vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto del 25 agosto. Ma la faccenda mi ha molto colpito, in primo luogo per la tremenda tragedia e in seguito per le polemiche feroci scatenate da CH.

Premetto che son per l’assoluta e incondizionata libertà di espressione, soprattutto per la satira che non deve far ridere o essere gentile e corretta, deve disturbare, infastidire, far pensare. E sono convinto che gli autori hanno un bel coraggio perché non è facile decidere di pubblicare certe cose e sono convinto che non l’hanno fatto a cuor leggero.

Confesso che la vignetta in questione mi ha disturbato e il primo impatto è stato forte. Allora di getto ho scritto quello che pensavo nel linguaggio che mi piace di più, senza pensarci troppo. Poi però ci ho pensato molto prima di pubblicarla perché la questione è molto delicata e bisogna avere gli “strumenti” per poterla affrontare. Ecco qua, il mio umile e modestissimo punto di vista:

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naturalmente non vi dico se sono del tipo A o tipo B.

Hang loose.

Il lato oscuro della scimmia Capitolo #13: EPILOGO

Piccola chiosa finale, come sempre, al fumetto “Il lato oscuro della scimmia”.

E anche questo fumetto è andato. 28 tavole. Ispirato, come sempre, a una storia vera. Tanto per intenderci: mi sono liberato davvero dei televisori a casa e ho un magnifico, seppure low cost, impianto video che mi consente di vedere i miei filmazzi preferiti a 120″ sul muro del salotto.

E… sì, nel fumetto c’è una rappresentazione abbastanza fedele del mio soggiorno 😉

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