Il lato oscuro della scimmia Capitolo #13: EPILOGO

Piccola chiosa finale, come sempre, al fumetto “Il lato oscuro della scimmia”.

E anche questo fumetto è andato. 28 tavole. Ispirato, come sempre, a una storia vera. Tanto per intenderci: mi sono liberato davvero dei televisori a casa e ho un magnifico, seppure low cost, impianto video che mi consente di vedere i miei filmazzi preferiti a 120″ sul muro del salotto.

E… sì, nel fumetto c’è una rappresentazione abbastanza fedele del mio soggiorno 😉

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Piccole distrazioni

La mia produzione main stream consiste, ormai da quasi 4 anni, nelle tavole settimanali per Tom’s Hardware. E’ un “lavoro” che assorbe molto del mio tempo libero – perché realizzo ‘ste robe nel tempo libero appunto, come innocente hobby – e non lascia molto spazio ad altre idee. E ce ne sarebbero di idee, da provare a realizzare.

Da qualche settimana però ho un “blocco creativo” da cui non riesco ad uscire. E il mio main stream soffre. Talvolta il non pensare a quello che devi fare aiuta. Per cui mi sono preso una “vacanza artistica” ed ho ceduto alle insistenze di un amico che da tempo mi chiede di realizzare qualcosa per lui.

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Perché realizzare una cosa di qualcun’altro quando nel cassetto hai delle idee, alcune delle quali a cui tieni anche parecchio? Perché, appunto, non è roba mia.

Sostengo da tempo che, per avere un senso, cryx deve realizzare le sue cose – oddio parlo in terza persona! ho evidente bisogno di ferie!. Non ho gli strumenti per essere un disegnatore, ancora meno per essere uno sceneggiatore. Quindi posso essere un “autore” nel senso che ma la canto e me la suono da solo. Se riesco a dare un carattere (il mio) alle mie cose è fatta. Nel senso che produco cose originali, solo mie. Possono piacere o meno, ma sono mie e quindi hanno un senso.

C’è un evidente contraddizione no? Il fatto è che sono affascinato dal mondo del fumetto, di cui evidentemente non faccio parte se non marginalmente con le mie cosine settimanali e un po’ di roba ormai passata. E l’idea di prendere una sceneggiatura originale, fatta come una sceneggiatura vera e doverla interpretare mi stuzzica da tempo. Non che manchi la gente che mi propone idee. Non sono tantissimi intendiamoci, però ogni tanto spunta qualcuno che vorrebbe fare, dire, realizzare. Per adesso nulla di concreto per la verità. Io ho bisogno di qualcosa che possa “vedere”, che la mia mente possa visualizzare per capire se ce la posso fare o meno. Solo chiacchiere, fumose chiacchiere.

Invece Fabrizio (“il mio editore”, concedetemi la presunzione di far finta di averne uno) mi ha sottoposto una sceneggiatura precisa e dettagliata per una storia breve, senza tanti discorsi: “ti andrebbe di lavorarci? secondo me potresti farcela”. L’ho letta e ho detto subito sì, anche e soprattutto perché è quanto di più lontano dalle cose che faccio e che mi piacciono.

Non posso dare dettagli perché questo breve fumetto vedrà la luce all’inizio di autunno e non so in quale forma, se autonoma o inserita in qualche raccolta, però è un tema che non mi piace, per niente. Non ho nemmeno mai letto cose del genere per cui non ho nessun modello a cui ispirarmi. Quale migliore sfida da accettare? Fare un fumetto in una modalità mai provata prima su un tema sconosciuto e non amato?

In due settimane ho quasi finito le 9 tavole, compreso un minimo di preparazione e studio del design del protagonista (i comprimari li ho clamorosamente improvvisati) e ambientazione. E mi sono posto pure il limite di lavorare in puro bianco e nero senza effetti speciali. Devo dire che mi sono proprio divertito e sperò vi piacerà. A me non piace 🙂

Hang Loose.

I fumetti, il 3D (CG) e Clip Studio Paint #4

Lasciano da parte CSP, ben noto, vediamo quali sono i tool di Clip Studio utili per costruire i propri character:

  • CLIP STUDIO MODELER (CSM):
    tester_screenshot
    Ambiente di modellazione con cui produrre oggetti da importare come materials dentro CSP. Usando poligoni e oggetti primitivi è possibile costruire oggetti 3D complessi. Sull’efficienza di questo tool non posso dire nulla, esistono tantissimi ambienti di modellazione anche gratuiti, la cosa interessante è che questo è integrato in un ambiente coerente a CSP. Sarebbe interessante capire se è possibile importare modelli ma sono certo che si possa fare;
  • CLIP STUDIO COORDINATE (CSC):
    z007
    ove è possibile “armare” un modello (magari creato col precedente) e assemblare il tutto come 3D model per CSP comprensivo di espressioni facciali. Questo è “il tool” che in pratica consente di dotare il modello di tutte le funzionalità che CSP è in grado di gestire, il coltellino svizzero di tutta la questione 3D e CG. Di questo programma ho tentato disperatamente di installare una versione non ufficiale e non ufficialmente tradotta… niente da fare;
  • POSE STUDIO:
    maxresdefault
    un tool esterno che serve a manipolare in modo più efficiente i 3D model, ripetto a CSP, con il quale creare pose da importare in CSP. La manipolazione di un 3D model in CSP è, diciamocelo, piuttosto legnosa e poco efficiente. Se siete curiosi esiste, in giro, una versione portable, in giapponese e molti video a riguardo. Ho provato questa versione: il posing dei modelli è molto più “fluido” ed è corredato di molte più “pose” base da cui partire; sicuramente è previsto un export per i 3d model di CSP ma è impossibile intuire le funzionalità dei menu e delle finestre di dialogo conseguenti;
  • CLIP STUDIO ACTION (CSA):
    231
    questo è molto simile a Pose Studio e non ho capito bene se sono due cose distinte o uno l’evoluzione dell’altro. La sensazione è che questo sia stato creato proprio per integrarsi direttamente con CSP mentre il precedente sia più standalone. Non esiste una versione non ufficiale per cui mi posso solo basare su immagini e spezzoni di testo letti qua e là.

Trovo tutto ciò molto affascinante e vi lascio immaginare cosa si potrebbe combinare con una roba del genere.

La mia natura curiosa e il mio background mi hanno spinto a cercare di capire come funziona e se esiste un “walkaround”. Il trucco per rendere “maneggevole” (ovvero renderlo un 3d model) il proprio modello è quello di usare il giusto formato di CSP. Ho girato in rete ed ho pure trovato (vedi alla fine del post il link). Se date un occhiata a un modello sample (scaricabile dal sito di Celsys) vi accorgerete che il formato è molto complesso: in uno zip (lo zip sembra il contenitore preferito dagli sviluppatori Celsys) sono contenute varie cartelle relative a

  1. corpo;
  2. faccia (testa);
  3. capelli;
  4. accessori.

Evidentemente il 3d model di CSP viene inteso composto di queste 4 parti. Il formato dei vari oggetti è l’FBX (Multi part models, credo sia proprietario Autodesk) e ci sono pure le texture. Lo strumento per costruire questa struttura dovrebbe essere Clip Studio Coordinates che dovrebbe servire ad assemblare i pezzi nel corretto formato. Però, in realtà si potrebbe fare anche a mano, basta capire come diavolo è fatto questo zip in dettaglio. Cerca e ricerca ecco spuntare un documento relativo alle guidelines dell’armatura del 3d model: “3D bones guide” che trovate in questo archivio zippato di 50MB. Se siete curiosi (come me) e provate a guardarlo vi accorgerete della complessità della questione. Per questo è quasi impossibile farlo da soli con strumenti alternativi, ed ho, chiaramente, rinunciato.

Però mi sono fatto un idea e mi ritengo moderatamente soddisfatto.

Ma c’è chi ci ha provato: OffWorld Girl ha fatto una serie di articoli interessantissimi che ho letto e da cui ho tratto buona parte delle informazioni di questi post, in cui mostra come fare a costruirsi il proprio character con mezzi alternativi (evidentemente non aveva di meglio da fare!). Troppo complesso però. Nel suo blog ci sono anche indicazioni su come installare una versione non ufficiale tradotta di tutto Clip Studio, che io ho tentato scontrandomi con milioni di problemi. Perché le versioni sono vecchie, perché tutto va a cozzare con l’installazione standard… insomma un casino!

Il risultato di tutti questi discorsi? beh, Clip Studio è un ambiente assolutamente completo che fornisce tutti gli strumenti per gestire la creazione di materiale digitale a 360°, diciamo. Purtroppo l’intraducibilità della versione giapponese è un bel problema. Io stesso ho provato i vari tool di cui sopra in giapponese e, fatto salvo l’uso dei pulsanti grafici (intuitivi), è praticamente impossibile usare i menù e quindi le varie feature, come l’import export di elementi.

Il mercato occidentale non è evidentemente d’interesse per Celsys che ha concesso a Smith Micro la vendita della versione inglese (francese e spagnolo) di CSP, tutto il resto non è raggiungibile. Peccato. Forse sarebbe il caso di fare pressione su Celsys. Fare una traduzione non è impossibile, alla fine si tratta di individuare il file giusto.

Resta ancora la questione traduzione che affronterò nel prossimo post… perché alla fine, mica ho rinunciato ancora 😉

Hang Loose.

 

I fumetti, il 3D (CG) e Clip Studio Paint #3

Sketchup è un CAD, non un ambiente di modellazione/animazione come Blender. E come tale funziona molto bene per gestire oggetti “statici”. Armare un modello 3D complesso è pressoché impossibile: ogni modello 3D complesso (come un robot) è fatto di tantissimi pezzi (oggetti?) diversi combinati tra loro che devono “posizionarsi” in modo corretto.

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Cosa significa armare? Per farla breve (non è questo il contesto per fare un corso di animazione 3D) significa inserire nel modello 3D uno scheletro che, agganciato ai vari pezzi del modello, consente di posizionare (muovere) il modello posizionando i bones (ossa dello scheletro).

maya_rig

Automaticamente il sistema trascina ogni oggetto in sequenza secondo delle regole precise (ad esempio un ginocchio ha un range di movimento). Tutto ciò viene definito cinematica inversa. E’ più facile di quanto sembra: prendete un 3D model in CSP e muovete una mano nello spazio, vedrete che tutto il corpo del modello si modifica di conseguenza mantenendo una certa coerenza anatomica. Ecco, quella è la cinematica inversa.

Blender implementa la cinematica inversa. Blender è bellissimo, è gratis ma complicatissimo. E così tutti gli ambienti di modellazione/animazione 3D (Maya, Poser,…). Io invece ho bisogno di tool più semplici che, appunto, mi semplifichino la vita. Come Sketchup appunto. Esistono dei plugin per Sketchup che implementano una timida armatura, oppure delle tecniche complicatissime messe a punto da utenti, ma la cosa non è percorribile. Troppo tempo speso per un risultato non soddisfacente.

Torniamo a CSP: come fa a rendere poseable i sui 3D model? Con uno scheletro, naturalmente. Tutto ciò è nascosto ai nostri occhi, ma sotto il cofano i 3D model sono “armati” e quando li muoviamo o posizioniamo, i bones dello scheletro (o rig), la cinematica inversa fa il suo lavoro in modo che le pose ottenute siano più o meno coerenti.

Dunque il trucco sta tutto nell’armatura (rig). Yes!

Sarebbe bello “armare” il nostro Gundam, dotarlo di una serie di regole coerenti sul movimento dei vari pezzi e salvarlo come Material nel nostro CSP no? Di fatto dentro CSP una cosa simile c’è già. Avete presente i modelli (character) degli studenti giapponesi che avete dentro i 3D materials?

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Screenshot 2016-07-11 12.34.12CSP però va oltre: consente addirittura di scegliere l’espressione della faccia. Ma come riescono ad ottenere un risultato simile? Esiste un modo per costruire il proprio character? Ebbene cercando qua e là e con l’aiuto del traduttore Google Giapponese -> Italiano e molta pazienza ho scoperto che:

  • sì, esiste un modo per costruirsi i propri character. E’ macchinoso ma Celsys mette a disposizione una serie di tool a riguardo che sono disponibili, ahimè, solo in Giappone;
  • Celsys ha addirittura uno shop online, integrato nell’ambiente CLIP STUDIO (il meta-prodotto che include dentro tutti i tools, CSP compreso), che consente di acquistare oggetti e character già armati e pronti per essere usati in CSP oppure modificati con i vari tool.

Ecco come si presenta Clip Studio agli amici giapponesi:

CSL_Start

un ambiente completo e integrato. Questa è una versione modificata in inglese, chiaramente non ufficiale.

Nella prossima puntata i tool dell’ambiente Clip Studio.

Hang Loose.