Voragini narrative 2

Ragionavo giusto ieri con un amico fumettista sui miei vuoti narrativi. Ha letto il mio libro ed ha, giustamente, evidenziato alcune incongruenze e mancanze. Ce ne sono… ufff se ce ne sono!

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Il fatto che spesso nelle mie robe ci sono dei vuoti è acclarato. Il motivo principale lo avevo già sviscerato nel post Voragini narrative di qualche giorno fa. Uno degli aspetti più difficili del fare i miei fumetti sono i limiti imposti. Il principale è il limite della pubblicazione settimanale – come già detto nel post Storie spezzate.

Proprio ieri sera, mentre lavoravo ad uno snodo narrativo importante del fumetto L’ESPERIMENTO, mi sono reso conto quanto a volte sia difficile spezzare in modo consistente la sequenza di vignette su coppie di tavole. La pubblicazione settimanale prevede solo due tavole a colori ogni settimana per un banale motivo: di più non ce la faccio! Tale coppia di tavole deve essere consistente: dire qualcosa, fornire un pezzo della storia e allo stesso tempo lasciare nel lettore la voglia di procedere oltre, senza però brutalmente tagliare la sequenza (un po’ come le pubblicità delle tv commerciali che ti segano nel mezzo di una scena importante).

Avrei bisogno di maggior respiro (più tempo) e meno vincoli (nessun limite sulle tavole) per esprimermi al meglio. Avrei anche bisogno di un lavoro pre-produzione più dettagliato. Temo di non sviluppare certi punti al meglio. Ma lavoro secondo la filosofia dell’hang loose (cazzeggio) baby! Il faut faire avec!

Hang loose.

Storie spezzate

I lettori di Tom’s Hardware si lamentano spesso perché le puntate sono “sempre più brevi”. Non è vero: sono sempre due tavole, a colori, da almeno tre anni.

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vignetta da L’ESPERIMENTO

Però il tema delle puntate troppo brevi mi interessa. L’uscita periodica di poche tavole è tipica dei web-comics o fumetti online:

I fumetti online hanno le caratteristiche di una auto-pubblicazione, visto che quasi chiunque può pubblicare un fumetto senza intermediari. La maggior parte dei fumetti online è di livello amatoriale ed aggiornata sporadicamente, ma alcuni sono più ambiziosi e certi (soprattutto nell’area linguistica anglosassone) hanno raggiunto un tale livello di successo da permettere agli autori di lavorarvi a tempo pieno, grazie ai soldi generati dalla pubblicità e dal merchandising nonché, in certi casi, dalla versione cartacea del fumetto stesso. (fonte wikipedia)

Significa che, normalmente, l’autore di web-comic non è supportato da nessun editore. Pertanto non può permettersi di prendersi il tempo di lavorare su un opera e poi pubblicarla in corpo unico e venderla. Perché?

Perché internet e i social sono spietati: se non sei presente, ovvero se non ti fai sentire/vedere frequentemente, vieni rapidamente dimenticato. Gli algoritmi delle varie piattaforme ti penalizzano, perfino i motori di ricerca ti dimenticano. L’unica alternativa all’oblio è dunque pubblicare, spesso. L’unico materiale disponibile sono le tavole della storia alla quale stai lavorando.

Disegnando a livello amatoriale, ovvero nei momenti liberi, i tempi di realizzazione delle mie storie si allungano. Ho un impegno che mi obbliga a produrre qualcosa ogni settimana e, dato che le mie storie me le canto (le invento) e me le suono (disegno e coloro) da solo, più di due tavole a settimana proprio non ce la faccio. Vorrei poterci dedicare più tempo ma dovrei generare introiti tali da potermi permettere di togliere tempo al mio lavoro vero. E di introiti, vi assicuro, non ce ne sono.

Nonostante tutto, nel mio caso, sono fortunato perché il mio web-comic viene ospitato da Tom’s Hardware che, però, non si configura affatto come editore. Con la testata ho un accordo di reciproco interesse: io ottengo una grande visibilità, vengo aiutato con gli strumenti di supporto e, in cambio, aggiungo ai loro contenuti i miei fumetti. Pensate che il traffico generato dai miei fumetti sul sito non giustificherebbe nemmeno la loro presenza. Eppure resisto! Per questo è importante condividere e diffondere sempre di più.

Nemmeno a me piace spezzettare le storie per tre motivi principali:

  1. sono faticose da leggere;
  2. sono difficili da concepire perché ogni due tavole devi inventarti qualcosa per giustificare la puntata e per svegliare l’interesse per la puntata successiva (con l’intento di contrastare il punto 1);
  3. pubblicando in corso d’opera (seppure con un certo vantaggio) c’è sempre il rischio di sbagliare qualcosa e non poter più correggere quanto fatto.

Non ci sono alternative però. A meno che non si  raggiunga un tale livello di successo da permettere di dedicare più tempo, grazie ai soldi generati magari dalla pubblicità nonché, in certi casi, dalla versione cartacea del fumetto stesso. Magari!

In realtà ci sono altre forme di introito alternative come il crowdfundingpatreon. Vi assicuro però che sono estremamente impegnative e quindi impraticabili per un amatore con poco tempo a disposizione.

Quindi non ho altra scelta se non chiedere ai lettori, ai quali interessa quello che faccio, di seguirmi, con pazienza. Invitandoli a visitare le pagine di Tom’s Hardware che ospitano le mie tavole (per far aumentare il traffico e gli introiti pubblicitari – che non vanno direttamente a me ma che possono convincere la redazione a darmi sempre maggiore fiducia e ricavare qualche interessante progetto come pubblicazioni cartacee o altro). E, magari, acquistare il mio libro, anche se lo avete letto online, perché è un modo per sostenere la mia amata attività amatoriale.

Hang loose.